A Reinvenção do Uso da Ayahuasca nos centros urbanos [La reinvenzione dell’uso dell’ayahuasca nei centri urbani], por Beatriz Caiuby Labate
Editrice Mercado de Letras
ISBN 85-7591-037-X
Formato 16 x 23 cm – 536 pp.
Prezzo: R$ 88,00 (U$ 51,00 + transport)

Premio Per La Migliore Tesi Di Master In Scienze Sociali Nel 2000, Della Anpocs (Associazione Nazionale Di Post-Laurea In Scienze Sociali)

Rassegna:

Dalla sua origine, il fenomeno delle religioni ayahuasqueiras brasiliane mostra un forte aspetto di transito inter-culturale, con flussi migratori costanti che conducono a fusioni di tradizioni nordestine con l’universo amazzonico, quando credenze e pratiche di popolazioni erano ritradotte creativamente da diversi e nuovi tipi di popoli della foresta, dai seringueiros agli ecologisti  moderni.

Il lavoro di bia labate va a rinforzare questo fatto, mostrando che le possibilita’ inventive dell’uso dell’ayahuasca sono estese e si connotano per la dissoluzione dei confini tra indigeno e bianco, rurale e urbano, foresta e citta’, tradizione e modernita’ o antico e “neo”. Bia ci racconta come nella pratica dei neo-ayahuascqueiros urbani questi domini se compenetrano, riportando casi dove arte, terapia, intervento politico, ludico, magico, religioso… si mescolano attraverso l’uso dell’ayahuasca, bevanda che sembra agire qui come un comunicatore di prospettive, percezioni, esperienze e sensazioni diverse. La liana, daime o vegetale permette la traduzione e risignificazione di differenti pratiche culturali e del punto di vista dell’altro. E’ questo che “la reinvenzione dell’uso dell’ayahuasca nei centri urbani” lascia trasparire, risaltando cosi’ il diritto all’alterita’, principio elementare dell’antropologia.

Nel mostrare le nuove modalita’ dell’uso dell’ayahuasca, l’autrice finisce con il mettere in questione i monopoli di leggittimita’, mettendo in scacco la priorita’ di determinati tipi di uso su altri, o di privilegi di gruppi, culture e soggetti sul consumo di questa sostanza. Essa analizza come questi nuovi usi, al di la’ della loro originalita’, si inseriscono in un “campo ayahuasquero brasiliano”, azionando molti dei propri elementi ed esprimendo la propria logica. L’autrice ci fa notare che la diversita’ di pratiche del campo ayahuasquero non implica un disordine, ma al contrario, manifesta forme di controllo proprie di questo universo religioso. Cosi’, attraverso il lavoro di bia comprendiamo che il “rituale” e il “religioso” possono assumere innumerevoli volti e forme, implicando un processo dinamico di trasformazione o, in altre parole, di invenzione e reinvenzione. Il libro fa allo stesso tempo un critica lucida all’intolleranza religiosa e dialoga implicitamente con i presupposti della politica contro la proibizione delle droghe, indicando che i controlli culturali e informali degli usi di psicoattivi tendono ad essere piu’ efficaci dei controlli esterni, mere normative statali e giuridiche.

Trascorsi sei anni dall’inizio della sua prima ricerca, la realta’ empirica conferma molte delle ipotesi sollevate dall’autrice. Assistiamo, sempre di piu’, al nascere, nelle grandi citta’, di nuovi modi di consumo di questa bevanda di origine amazzonica, inseriti sempre dentro la logica identificata dall’autrice. Le dimensioni e varieta’ assunte dal campo ayahuasquero sembrano essere un segnale del fatto che, al contrario della morte della religione, come alcuni profetizzano, assistiamo ad una estensione del sacro a dimensioni prima inimmaginabili e ad una moltiplicazione delle possibilita’ di ritualizzazione della vita contemporanea (Sandra Lucia Goulart.Tradotto da Fabrizio Mancini).

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